mercoledì 28 ottobre 2020
lunedì 10 agosto 2020
Tinto Brass : L'Urlo
Tinto Brass viene ricordato sopratutto per il suo cinema erotico, che non è altro che la naturale evoluzione di chi combatte questa società consumistica-borghese con la sua Arte.
Un assaggio di ciò che venne prima.
giovedì 6 agosto 2020
lunedì 20 luglio 2020
FIRENZE, IL BUON PASSATO, ED IL CATTIVO PASSATO
Non è facile
essere all’altezza della culla culturale del mondo, ma ciò che sono riuscite a
fare certe amministrazioni meriterebbe un premio a parte. Turismo mordi e fuggi
di bassa qualità, distruzione del
piccolo e medio commercio, lavori sconsiderati per grandi opere la cui utilità
è molto discutibile…
….Firenze oggi
più che mai sembra aver perso il suo tradizionale slancio verso il futuro,
culturalmente ed economicamente. Mentre in tempi gloriosi era dalla città che
si cambiava il mondo, oggi le parti sembrano invertite.
Che cosa è
mutato ?
La città è
sempre quella, almeno per ora, e le tradizioni delle botteghe storiche, per
quanto possono, resistono. Certo è che tra i Medici e la classe politica
attuale c’è sicuramente un abisso. Mentre allora la visione di Governo
prevedeva mecenatismo locale e la scoperta di nuovi continenti, oggi l’unica
idea di sviluppo economico proposta sembra essere il turismo da fuori,
importante quando di qualità, ma che guarda ovviamente al passato, e
soprattutto al fuori.
Vengono
importate addirittura amministrazioni straniere a gestire grandi opere locali (basti pensare ad RTPA per la nuova tramvia),
penalizzando le infinite possibilità di un popolo di innovatori quali siamo
sempre stati nel mondo.
Ma davvero non
ci sono più Da Vinci o Colombo tra di noi ? Davvero abbiamo perso la Fiamma ? O semplicemente scappano da un
Nazione che non riesce più ad accoglierli ?
Il problema
giovani e lavoro è sicuramente un tema cardine per una Nazione che voglia
sopravvivere ed innovarsi. Le nuove generazioni rappresentano il futuro, un
futuro spesso vilipeso da una gerontocrazia legata a vecchi paradigmi, e che non
sembra proprio riuscire, o volere, integrarci in quella che considerano la loro
società. Finiamo per questo spesso ad arricchire l’estero verso cui fuggiamo, e
da cui siamo spesso più rispettati e tenuti in considerazione che in patria.
Come biasimarci ?
Noi ragazzi e
ragazze in questa Italia siamo letteralmente esclusi da qualsiasi opportunità
concreta e duratura, e soprattutto che ci permetta di programmare la nostra
vita. Non solo, siamo addirittura additati, in maniera molto generalista, come
scansafatiche, nonostante ci si ritrovi fin troppo spesso, pur di avere da
parte qualcosa, a fare lavori anche rischiosi per pochi spiccioli, spesso a
nero, a condizioni oltraggiose.
Eppure
scendiamo a compromessi, ed eccoci a rischiare il collo consegnando pizze a
domicilio a ritmo di grande catena fast
food moderna, per cui se si ritarda di qualche minuto, ne viene penalizzato
il nostro “stipendio”, appena sufficiente per un monolocale.
Ed in questo
mondo incerto, in cui tutto muta rapidamente, e dove siamo condannati a vivere
alla giornata, quali sono i nostri riferimenti, i nostri possibili appigli ?
Il nulla condito di niente.
Alla crisi economica, si aggiunge infatti una
crisi culturale che si trasforma in nichilismo, spesso autodistruttivo.
E dire che l’articolo 3 della
nostra Costituzione reciterebbe :
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti
alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua di religione, di
opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della
Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando
di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno
sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
Il che fa già ridere dalla
tragicità così, se non fosse che oltre a questo saremmo anche una “Repubblica Democratica fondata sul lavoro”,
ovvero che ha le sue fondamenta nel
lavoro.
Ed allora tutto torna. Basta
prendere la Costituzione, e fare esattamente l’opposto.
Oltre al colonialismo
linguistico-culturale di cui abbiamo già parlato in altri articoli, se si
attaccano i giovani ed il lavoro in una nazione “fondata sul lavoro”, abbiamo la distruzione totale di una patria.
Tornano improvvisamente anche i
numeri.
Sono infatti circa 7300 gli impiegati pubblici nei centri dell’impiego
in Italia, contro i 115.000 in Germania, 149.000 francia, 77.000 nel Regno Unito.
Curioso.
E mentre è impossibile sapere a
quante persone hanno trovato lavoro questi centri per l’impiego, i nuovi navigator sembrano essere gli unici ad
avere una nuova occupazione, almeno per sé stessi.
Battute a parte, la situazione è
grave. Le diseguaglianze sociali vanno a polarizzare sempre di più lo status
economico di singoli e famiglie, e l’ultima emergenza sanitaria non ha aiutato,
allargando ulteriormente la forbice. Oggi più che mai sono fondamentali
competenze e visione futura chiara, precisa, priva di sofismi ideologici o
marketing politico. È necessario più che
mai patriottismo, ed un piano ampio nel quale ciascuna iniziativa sia inserita
a contributo di un disegno organico, integrato, concreto.
giovedì 16 luglio 2020
DALL’ITALIANO DI DANTE ALL’INGLESORUM SMART
Slogan imbarazzanti e labirinti
di parole condite d’inglese in qua e là sembrano essere il tema dominante
dell’attuale governo a trazione PD e 5 Stelle, rivelando certi orientamenti
oltre che antipolitici (“mai con il
partito di Bibbiano”, 33% di rappresentanza anti-vecchia politica, e poi si è
notata la coerenza, la voglia di cambiamento, e la morale degli incorruttibili),
anche anticulturali. Il marketing del neologismo “smart” sta infatti uccidendo lentamente quella che è l’identità
culturale di ogni paese : ovvero la sua lingua.
E per chi come me ama dilettarsi
nello scrivere con la parlata di Dante, Boccaccio, Petrarca, D’annunzio e di
altri grandi della nostra tradizione letteraria, ogni “recovery fund”, ogni “recovery
plan”, “JobsAct”, “FamilyAct”, “FAQ”, o altro “inglesorum
smart”, appare come un attentato alla Nazione, una violenza a chi forgiò
questa nostra lingua per parlare di cose alte, da cui certi partiti sono
evidentemente estranei.
Non è un caso che i nostri Padri
Costituenti si impegnarono nella stesura di una Carta Costituzionale ad avere
tra i suoi obiettivi principi che fosse facilmente comprensibile da qualunque
cittadino, e quindi appunto in Italiano, e forse non è purtroppo un caso la
colonizzazione moderna della nostra lingua, accanto a quella delle nostre
tradizioni culturali, sostituita a suon di “Black
Friday”, grandi catene commerciali,
e luoghi di consumazione di “cibo veloce”.
Purtroppo questo lo si vede anche
nelle piccole realtà locali enogastronomiche o di artigianato locale,
abbandonate da sempre, e piegate oggi più che mai da questo coronavirus che ha
già costretto in molti a chiudere non un “negozio”, ma un pezzo di storia
italiana che non riaprirà più. E per che
cosa ?
Mercimonio ? Marketing Politico ?
Un fare soldi per fare soldi fine a sé stesso, e privo di quello slancio
culturale alto che ha caratterizzato la storia dell’essere umano nel mondo fin
dalle sue origini ?
Si è spesso associato il medioevo,
errando, ad un’età oscura di ignoranza e paura. Io guardo all’oggi, e vedo
molto più oscura e ricca d’ignoranza la modernità. L’introduzione di tutti
questi nuovi pseudo-termini sta portando ad un nuovo idioma superficiale, che
definirei senza remore la lingua
dell’ignoranza. Fumosa, spesso incomprensibile, priva di congruenza
etimologica e soprattutto di “corpo”.
Sì perché le parole, come ci ricorda un grande regista giapponese
contemporaneo, hanno senso solo quando hanno “corpo”, fisicità, quando sono radicate nella realtà.
“Fai diventare le
parole corpo, solo allora otterranno senso”.
E se ci rifacciamo a questa celebre battuta che Sion Sono fa
dire ad uno dei suoi personaggi, e la
mettiamo in relazione alla politica moderna di certi orientamenti, purtroppo
anche a livello locale, ritroviamo quel nulla cosmico di buonismo e sofismi,
privi di spina dorsale, radicamento, ma anche visione futura.
Le previsioni delle maggiori agenzie economiche annunciano
tempi durissimi per l’economia italiana : -11% di PIL nel 2020, fino a -15% per
la Toscana. Servono e serviranno misure rapide ed efficaci, certe e concrete.
Eppure vecchie gestioni procedono proponendo per il futuro un passato già
visto, il solito intercalare di grandi annunciazioni che nascondono come sempre
il nulla condito di niente. Un “nulla
condito di niente” che non ci possiamo più permettere. C’è bisogno oggi più
che mai di prospettiva, di programmazione, di una svolta politica
neo-rinascimentale che esalti e radichi l’identità culturale nazionale, e non
che la sacrifichi ad un capitalismo incontrollato che sta divora sé stesso e tutto ciò con cui
entra in contatto, esattamente come una cellula tumorale.
mercoledì 15 luglio 2020
“FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI… O NO ?”
Camminare in una città come
Firenze e scoprirla spettrale è stato un forte trauma per chiunque di noi si
sia trovato per le meraviglie delle sue strade in periodo di quarantena. Il Covid-19 ha causato una
crisi senza precedenti nello spirito della Fiorente, ma oserei dire dell’umanità
intera, e che ci ha reso un po’ tutti più “bruti”.
Questo si è visto molto nell’atteggiamento tutt’altro che rinascimentale dell’attuale
governo, con il suo privilegiare
la volgarità di una sopravvivenza sul breve termine fine a sé stessa, lontana
da quella “virtute e canoscenza” di
cui Dante ci narrava per primo agli albori della nascita della nostra lingua
madre. La Bellezza è stata messa in
secondo piano, sostituita da un elogio ad una paura priva di futuro, e che solo
ultimamente sta portando alcune delle personalità più vitali del nostro tempo a
rifiutare categoricamente questa visione mortifera.
Artisti e luoghi di
Cultura, ma anche tutti quegli spazi ove le persone condividevano la propria
umanità, sono stati letteralmente scherniti a suon di plexiglass, mascherine e
distanziamento sociale, o ancora termini come “assembramento”, neanche fossimo bestiame da portare al pascolo,
quando non vere e proprie uscite poco felici come “gli artisti che ci fanno tanto divertire”, frase simbolo di Conte su
cui un Kurt Cobain avrebbe avuto molto da ridire, ed anzi, ha già detto.
Non sorprende quindi che,
in questo clima da inquisizione, quello che è stato il cuore pulsante del
Rinascimento Italiano, ma oserei dire dell’umanità tutta, sia aggredito assieme
ai suoi fratelli e sorelle, ogni altra città di Cultura, ogni “semenza” che ci ha portato molto al di
là dell’animale addomesticato, impaurito, e privo di slancio vitale, a cui
sembrano volerci abituare in questo periodo più che mai.
E mentre Ponte Vecchio ci
ricorda che le sue botteghe non sono semplice commercio, ma patrimonio
artistico, in una elegante quanto disperata protesta, “Rinascimento” diviene forse oggi più che mai per Firenze una
parola d’ordine da riscoprire in questo 2020, a salvarci come un tempo dalle
barbarie e l’ignoranza questa volta di uno scientismo ed un cattivo governo che
dimentica che siamo anche Anima e Bellezza…
… e Botticelli, e
Michelangelo, e Leonardo da Vinci…
…e Raffaello, Giotto,
Masaccio, Piero della Francesca…
… ed il Vasari, Bramante,
Brunnelleschi e Alberti…
… e Donatello e Mastro
Dante, Poliziano, Boccaccio e Macchiavelli…
… e che questi artisti hanno
consacrato la loro Vita a mostrare al mondo, a tutti noi, anche in periodi di
grandi calamità, che più importante della vita stessa c’è il Viverla ed
Esprimerla, condividerla in una elevazione corale al di là di ogni tempo e di
ogni spazio, che connette e richiama noi che ci nutriamo di questa Bellezza al
di là dei confini di Stati e Regioni.
Nel
2018 Firenze ha accolto 3.775.94 viaggiatori esteri, per un totale di
11.128.541 presenze. La galleria degli
Uffizi riconfermò il primato di museo più visitato d’Italia, non soltanto della
Toscana o di Firenze. Agli Uffizi, sempre nel 2018, furono staccati ben
2.230.914 biglietti. Palazzo Pitti contò 735.390 presenze mentre al Giardino di
Boboli gli ingressi furono 1.188.409. Palazzo
Vecchio contava 630.000 presenze, ed il Museo Novecento ben 40.000. Nel 2019
questi dati aumentarono ulteriormente, ed anche i primi due mesi del 2020
sembravano promettere bene. Ogni anno Firenze era visitata da ben 20 milioni di turisti di
media, per un giro d’affari di quasi 4 miliardi. Alberghi pieni, trattorie
strabordanti, musei vitali, fiumi di turisti per le strade, nei negozi, nei bar,
tutti quanti affamati della storia e della cultura di Firenze. Poi improvvisamente,
il niente. Un niente che se da prima poteva ritenersi giustificato vista
l’improvvisa emergenza, adesso sembra essere un perseverare diabolico, quando
non un vero e proprio attentato ad un settore, quello turistico, e tutto ciò
che vi è legato. Conte ed i suoi alleati forse non lo sanno, ma con la Cultura
si mangia eccome, in migliaia e migliaia. Va solo lasciata libera di respirare.
Si mangia addirittura due volte, ma il secondo pasto è solo per chi abbia un
palato abbastanza raffinato da apprezzarne la prelibatezza. Non per chi va
avanti a troppo fumo, e poco arrosto.
lunedì 15 giugno 2020
Curon
Titolo: Curon
Stagioni : 1 (Per Adesso)
Lingua : italiano
Genere : Psicologia\Soprannaturale\Introspezione\
Voto : 10\10
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